Banco Alimentare della Lombardia: il reportage fotografico dal magazzino di Muggiò
C’è un momento, nel magazzino di Via Papa Giovanni XXIII a Muggiò, in cui un bancale di verdura appena scaricato smette di essere merce e diventa qualcos’altro: una possibilità, per centinaia di famiglie, di avere qualcosa da mangiare domani. È da lì che siamo partiti per raccontare, con la macchina fotografica, la macchina organizzativa del Banco Alimentare della Lombardia.
Il progetto: raccontare la filiera del dono, non solo il magazzino
Quando un’organizzazione come questa ci chiede un reportage, la tentazione più semplice sarebbe fotografare gli scaffali pieni e i volontari sorridenti in posa. Noi abbiamo scelto un’altra strada: seguire il flusso reale delle cose. I mezzi che arrivano e scaricano pallet di prodotti donati dalla grande distribuzione e da altri attori della filiera agroalimentare. I volontari che selezionano, imballano, smistano. Le pause pranzo condivise, dove la fatica fisica del lavoro di magazzino si scioglie per qualche minuto in una tavola comune. È un lavoro fotografico costruito sul movimento e sui gesti, non su pose costruite a tavolino — perché il valore di questa realtà si vede meglio nel lavoro vero che in una scenografia.
Muggiò, il cuore logistico del Banco Alimentare
Il magazzino centrale di Muggiò, in provincia di Monza e Brianza, è la sede operativa dell’Associazione Banco Alimentare della Lombardia “Danilo Fossati” ODV, parte della rete nazionale coordinata dalla Fondazione Banco Alimentare, attiva in Italia dal 1989. Da qui transitano ogni giorno le eccedenze alimentari recuperate da supermercati, industria alimentare, produttori agricoli e ristorazione organizzata, prima di raggiungere le strutture caritative convenzionate su tutto il territorio regionale. Solo nel 2025, il Banco Alimentare della Lombardia ha distribuito gratuitamente 18.862 tonnellate di prodotti alimentari — equivalenti a oltre 36,9 milioni di pasti — grazie al lavoro di 1.073 strutture caritative partner, raggiungendo 210.821 persone in difficoltà.
Numeri che, fotografati da fuori, restano astratti. Il nostro compito è stato riportarli a dimensione umana: un carrello spinto lungo un corridoio, una scatola sigillata, una mano che controlla una data di scadenza.
I protagonisti: volontari davanti e dietro l’obiettivo
Chi anima il magazzino di Muggiò, ogni giorno, è quasi interamente composto da volontari: persone che dedicano ore del proprio tempo libero ad attività di selezione prodotti, preparazione bancali, smistamento e gestione dei rapporti con le strutture caritative. Fotografarli al lavoro — mentre sollevano, impilano, controllano, mangiano insieme durante la pausa — significa restituire la dimensione collettiva e concreta di un gesto che troppo spesso viene raccontato solo per numeri e statistiche.
Dal camion all’allo scaffale: il viaggio del cibo donato
Una parte importante del reportage si è concentrata sui mezzi di trasporto: i camion in arrivo con i prodotti donati dai punti vendita, le fasi di scarico, il passaggio della merce dal piazzale alle celle frigorifere e agli scaffali del magazzino. È la parte meno “raccontata” della filiera del dono, ma è quella che rende tutto il resto possibile: senza logistica, la solidarietà resterebbe un’intenzione.
Perché un’azienda no profit ha bisogno di un asset visivo, non di “belle foto”
Non scattiamo foto. Creiamo asset visivi — vale per un cantiere navale come per un magazzino di solidarietà alimentare. Per un’organizzazione come il Banco Alimentare, un archivio fotografico solido non serve solo per un post social: serve per bilanci sociali, relazioni con i donatori, comunicazione istituzionale, richieste di sostegno alle aziende partner. Immagini vere, verificabili, coerenti con quello che l’organizzazione realmente fa ogni giorno — questo è ciò che rende un archivio fotografico uno strumento di lavoro, non un accessorio estetico.
CL/AB Vision per il terzo settore
Portiamo lo stesso approccio che applichiamo ai progetti corporate, industriali e nautici anche al mondo del no profit: osservare prima di scattare, capire il processo prima di raccontarlo, restituire un archivio che l’organizzazione possa usare per anni — sul sito, nei bilanci sociali, nelle comunicazioni con aziende e istituzioni.



